Vivere il mio primo 4000

La passione per la montagna si era già impossessata di me. E quell’estate di qualche anno fa volevo festeggiare il mio compleanno facendomi un regalo: pernottare al rifugio più alto d’Europa a 4.559 mt, al Capanna Margherita. Tanto sentito nominare, tanto immaginato dai racconti di chi ci era stato, quanto, mi dicevo, inaccessibile per me!

In quegli anni vivevo nella mia amata Torino; trovo una guida valdostana davvero in gamba, Oscar, che organizza la “spedizione”. Causa condizioni meteo avverse posticipiamo di quasi 10 giorni il giro, ma quel giorno tanto atteso arriva.  Pernottiamo la prima notte al rifugio Città di Mantova a quota 3.498 mt. È la prima volta che arrivo a queste quote e l’indomani sarei giunta a 1000 mt ancora più in alto. Ricordo ancora il tramonto vissuto dal Rifugio di una bellezza devastante,  il colore dei seracchi che si tingono di azzurro, poi porpora, poi ancora blu …. Il silenzio del calar della notte in un’atmosfera surreale … le stelle! Migliaia di puntini illuminati incastonati nell’ immensità dello spazio!

Alle 3 del mattino, dopo una notte insonne (dormire nei rifugi non è scontato e comunque la quota fa il suo) comincia la vestizione frenetica. Colazione e spiegazione degli ultimi dettagli. Fuori dal rifugio indossiamo tutta l’attrezzatura tecnica. Il buio è totale … in lontananza vedo solo una scia luminosa ordinata che avanza… scalatori partiti prima di noi. Ci avviamo anche noi, ovviamente in cordata come tutti. Il freddo mi pizzica le guance, il respiro è un po’ affannato, il silenzio reverenziale… odo solo il mordere dei ramponi sul ghiaccio in un’atmosfera rarefatta. Il passo è lento ma costante. La notte cede il posto alle prime flebili luci del mattino. Ad un certo punto Oscar dice: “fermiamoci un attimo. Girati e ammira l’alba dal tuo primo 4000”. Mi volto quasi con timore, non sapendo cosa mi aspetta dietro di me. Un mare infinito di nuvole sta ai miei piedi, qua e là spuntano solo le cime di gruppi rocciosi innevati e colorati dai primi raggi di sole che si stendono comodamente sulle nuvole. La meraviglia e lo stupore sono tali che dalla gioia e gratitudine di vivere quel momento, piango.

ll giro dura quasi 3 giorni, un saliscendi di vette dai 4000 ai 4559 mt. Ripeto il tour qualche anno dopo con un gruppo di amici. Pernottiamo la prima notte al rifugio Gnifetti e la seconda di nuovo al Capanna Margherita. Si cammina per giorni nel bianco, nel silenzio dove il mondo reale sembra non appartenere a quei luoghi. Sculture e distese di ghiaccio fanno da cornice ad un paesaggio surreale, le albe e i tramonti possono trafiggerti da tanta bellezza, come una bufera di neve e vento ghiacciati travolgerti di immenso freddo e impotenza.

Di fronte alla maestosità della natura siamo esseri davvero piccoli, ma raggiungere la cima di una montagna fa sentire vivi, felici, appagati e grati di essere protagonisti e spettatori di tanta meraviglia!