Helmuth vs Köcher: un uomo, due mondi

La mia terra. L’Alto Adige.

Le mie montagne. Le Dolomiti.

La mia città. Merano.

Uno dei piaceri della vita. Il buon bere.

Lui si esprime così: vivere in Alto Adige, in particolare a Merano, mi ispira soprattutto per la bellezza e purezza della natura. Camminare in montagna, toccarne le rocce, mi riporta alle origini della natura e stuzzica la mia fantasia. Da questo connubio nasce la passione per gli aromi, i sapori e i profumi, la passione per la storia e la cultura, le tradizioni e le loro origini.

Da qui la nascita e creazione di un progetto che dura dal 1992. Lui ne è il fondatore. È il patrono del Wine Festival, il “Wine Hunter”: Helmuth Köcher.

Ho il piacere di conoscerlo. Parlo di un uomo affascinato dalla Storia, curioso del sapere, una persona che al di fuori di quello che rappresenta è attratto dalle cose semplici e autentiche, che incanala il suo modus vivendi al concetto filosofico, del greco Eraclito, Pantha rhei; dove tutto è in continuo divenire, tutto esiste in quanto scorre, in quanto cambia. Eraclito descrive il mondo come un flusso perenne, come le acque di un fiume: non ci si può mai bagnare nello stessa acqua due volte. E non vale lo stesso con un calice di vino? Ogni sorso è unico, perché anche se appare immutato nel bicchiere, il vino respira e si arrotonda di aromi e profumi che ne mutano la sapidità piuttosto che l’acidità, come la morbidezza piuttosto che la tannicità, creando al tatto armonie sempre nuove e nuove sensazioni.

Se mi si chiede cosa rappresenta il vino per me … bè potrei dargli mille volti. Per me il vino è poesia, come un tramonto, una lacrima, una gita in barca, un abbraccio, una sfida, una ricetta, una risata, una tavolata di amici, un abbraccio, una lettura sul divano, una bella notizia, un ricordo, una notte d’amore, un viaggio, un’idea, una promessa, uno sguardo … in tutti questi attimi di vita lui c’era, c’è e ci sarà.

Ora è giunto il momento di sentire cosa ci dice Helmuth; seguitemi col video!

E poi brindiamoci sù 😉