Incontro casuale, chiacchierata piacevole a una cena, pausa caffè al lavoro: in prossimità del periodo estivo, quante volte ci capita di sentirci chiedere o noi domandare: “Dove vai in vacanza?”
E diciamocelo! Mai come quest’anno sentiamo l’esigenza di cambiare aria, evadere dalle nostre città, dai nostri luoghi, dalle nostre abitudini e soprattutto dalle nuove abitudini.
Ci sono “n” tipologie di modus vivendi di fare ferie. Sia davanti a una distesa d’acqua che a cime impervie. Sia che si viaggi soli, in compagnia di amici, tra fidanzati piuttosto che in famiglia. Sia che si opti per l’ozio più totale che l’avventura più sfrenata, sia che la location sia la più esclusiva piuttosto che anonima.
Ci sono mille modi di fare vacanza. Di vivere quella vacanza. Ovvero mille persone che trascorrono la medesima in modo differente. Ovunque ci troviamo, quantunque spendiamo, con chiunque siamo, dipende unicamente dalla nostra visione di vivere non la vacanza, ma il posto, le persone, la cultura, le tradizioni. Lasciare a casa il tran-tran quotidiano per immergerci nei loro profumi, colori, dialetti, sorrisi. Semplicemente avere sete di curiosità verso il nuovo, il diverso, il non usuale. Non essere mai sazi di ammirare paesaggi mai visti, assaggiare pietanze locali, calpestare terreni inesplorati. Non essere vincolati dal tempo, dalle riunioni, dagli appuntamenti. Non essere stereotipati nel parlare, negli atteggiamenti, nel vestire.

Essere essenzialmente leggeri. Di testa, di spirito, di cuore.
Ecco che allora le vacanze del tipo:
- ciabatto dalla stanza alla sala pranzo alla spiaggia e ritorno;
- vivere il mare dal mare in barca a vela;
- alla scoperta di città e/o paesi nuovi;
- avventura a manetta;
- zaino in spalla e mi sparo tutto l’arco alpino di rifugio in rifugio;
- noleggio il camper e vado dove mi porta il cuore;
- parto con la bici da casa e mi costeggio tutta l’Italia;
- … e tante altre ancora;
possono essere tutte speciali, incredibili, da ricordare tutta la vita piuttosto che deludenti, noiose o della serie “piuttosto-lavoro-che-ripetere-ferie-simili”.
Perché che io sia pigra o dinamica, ricca o povera, avventurosa o paurosa, io posso essere la più felice a ciabattare avanti e indietro per il villaggio, come la più indifferente dinanzi alla vista mozzafiato da una cima. Sono io a fare la differenza. Sono io che decido come vivere con quello che ho a disposizione. Sono io che do valore alle cose. Perché posso avere tutto ma non ho nulla se non comprendo il valore del mio esistere. Posso avere tutti ma non ho nessuno se non ho il cuore pronto a amarmi e amare. Posso essere in ogni dove ma da nessuna parte se non apro la mente attraverso occhi consapevoli.
… e se qualcuno si chiede cosa ha escogitato la sottoscritta quest’anno per le sue ferie, ovviamente non ve lo svela ora! Posso darvi qualche dritta: dopo 2 anni!!! vedrò il mare (cara montagna, lo sai, ti amo; ma sono 2 anni, lo ripeto, che non vedo uno specchio d’acqua che non sia un lago montano!!!) ma mai dalla medesima prospettiva …
La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo.
[Fernando Pessoa]








