La Raffaella di qualche anno fa decide di scrivere un libro.
Non sa nemmeno da che parte cominciare. Vero! Nutre la grande passione per i libri, adora passare ore nelle librerie a studiare le copertine e sfogliarne le pagine. Negli anni ne ha comprati a scatoloni. Ne è gelosa, li impresta raramente. Li usa, una volta letti, come vero e proprio articolo d’arredo a modo di colonne sfasate posizionate fintamente a caso nel suo appartamento.
“Entrai nella libreria e aspirai quel profumo di carta e magia che inspiegabilmente a nessuno era ancora venuto in mente di imbottigliare”. [Carlos Ruiz Zafòn]
Però scriverne uno, è tutta un’altra storia!!! Ma chi conosce Raffaella sa che se un pensiero comincia a prendere forma nella sua testolina, state pur tranquilli che è quasi impossibile rimuoverlo.
E così nel lontano 2014 nei suoi pochi ritagli di tempo comincia a riempire pagine e pagine bianche. Dopo mesi di scritto, correzioni, ripensamenti, certezze e dubbi, credo che nemmeno lei stessa ci credesse quando ha posto la parola fine alla sua bozza. Wow!!! La giustificata euforia cede il posto alla ricerca di qualche casa editrice per scrittori alle prime armi a cui inviare la bozza e attendere il loro insindacabile giudizio. Googlando minuziosamente ne trova diverse e a loro invia il manoscritto. L’attesa è snervante. Ma le tanto agognate risposte arrivano. Inaspettatamente tutte le danno esito non solo positivo, ma entusiastico! Si dice con un pizzico di malizia “non sono così male!” La casa editrice scelta la accompagna passo passo alla pubblicazione della sua creatura. Questa avviene a gennaio 2015. Ricordo Raffaella in quel giorno. E’ entusiasta. La sua emozione è tangibile. E’ l’icona icastica della sua fierezza. Mesi dopo viene chiamata a presentare il suo libro alla Fiera del Libro di Torino.

Sfogliando ora, a distanza di anni, Io e me percepisco la Raffaella di allora. Acerba nel suo esporsi, rancorosa di qualche aspetto del suo trascorso, impaziente di chiudere certe porte e vederne spalancate altre. Avverto le sue infinite emozioni che da sempre le fanno da padrona. Vissute tutte fino all’ultima goccia di speranza, gioia, dolore, rabbia, adrenalina. Se incontrassi la Raffaella di allora? Sicuro non mi esimerei dal dirgliene alcune di santa ragione! Ma subito dopo non potrei che ringraziarla. Perché la Raffaella di oggi è tante me. Ogni me è un bagaglio, un viaggio, un’esperienza del passato. Io, la donna del presente.
PS: Qualche settimana fa ricevo da un mio amico di Torino questo whatsapp: “Raffa, il tuo blog è bellissimo ma manca una cosa.” Io stranita gli chiedo quale. Lui: “Il tuo libro. Fa parte del tuo patrimonio personale”. Mi ha dato da pensare e ammetto che ha ragione. A prescindere dalla critica e dal fatto che possa piacere o meno, rappresenta uno dei tanti zaini riempiti di vissuto di quel momento. Fa parte di me. Grazie Mauro!
