“Ci facciamo un caffè?”
Ed è subito break, una stiracchiata alla scrivania, una risata, una confidenza, un abbraccio, una speranza, una chiacchiera, un sorriso.

“Come lo vuoi?”
Oddio apriti Cielo! Noi italiani siamo famosi nella scelta ampissima del nostro rituale; espresso, ristretto, lungo, macchiato, deca, corretto, shakerato, con ghiaccio, americano, al ginseng, marocchino, alla crema di caffè… e fosse finita qui: in tazza piccola, grande, riscaldata… giusto per far impazzire la persona dietro al banco!
Ci sono i conservatori della moka, vedi mia mamma, che abbinano il risveglio al gorgogliare della caffettiera e chi come me ama coccolarsi al proprio baretto come sbizzarrirmi con l’infinita scelta di cialde e capsule.
E diciamolo, il caffè è farmi viziare, tanto al mio bar – dove vedendomi sanno già come lo desidero – quanto al negozio a cui mi rifornisco. Quanto è bello essere accolta dai sorrisi e dalla gentilezza di Patrizia e Marco, all’Officina della Cialda nella mia Merano, una bottega che si esprime in un tripudio ordinato e intimo di colori e profumi, i cui prodotti danno sfarzo di sé su scaffali realizzati con materiale riciclato nel rispetto dell’ambiente. Il benvenuto umano cede il posto all’oculata esposizione di miscele distinte per arabica, robusta e mista; sacchetti ben allineati di caffè macinato piuttosto che in grani lasciano spazio ai solubili, per passare alle confezioni in foglia, sempre con l’opzione tra caffè e the. Il piccolo tour tocca l’apice con la vasta gamma di cialde e capsule; ce ne è davvero per ogni gusto! D’altronde si dice che noi siamo ciò che mangiamo e beviamo: quindi a ogni carattere, gusto e personalità si abbina quel caffè. Eh sì, perché se il negozio è un’officina, Patrizia e Marco ne sono i meccanici. Del nostro palato, delle nostre esigenze e preferenze. Da estranea divento confidente e amica; l’iniziale cordiale “cosa desidera” si tramuta in un “oggi ti faccio degustare questa squisitezza!”
Quanto c’è quindi in una tazzina del loro caffè? Uno scrigno di aromi raffinati, che mi distoglie per brevi istanti dalla mia quotidianità per catapultarmi in quelle terre lontane dove viene coltivato e tornare al mio tran-tran con un palato impreziosito di espressioni, sensazioni e benessere che solo un buon caffè sa fare!!!

A caffè e acquisti terminati non mi resta che salutarli; sono quasi alla porta quando Marco mi chiama e mi allunga un paio di capsule confezionate in un galante “queste le provi a casa”. Ne esco con il sorriso, il sentore di “sentirmi a casa”, quel piacevole crogiolarsi che avverto ora, che il mio articolo volge al termine; non posso che metterci la parola fine se non con una tazzina del loro caffè India. Intenso, avvolgente, profumato. Come il loro negozio. Come la terra di cui porta il nome, che un giorno vorrò visitare.





